Il grande basket torna a Lucca il 6 e 7 settembre al Palatagliate. La Libertas Livorno porterà al Trofeo Lovari il sistema di audiodescrizione di Connect Me Too® per rendere le partite accessibili anche ai tifosi ciechi, non vedenti e ipovedenti.

Virtus Bologna campione d’Italia, Partizan Belgrado campione di Serbia, Napoli Basket vincitore della Coppa Italia 2024 e la Libertas Livorno di A2: sono queste le quattro squadre che si contenderanno il decimo Trofeo Carlo Lovari, uno degli appuntamenti più prestigiosi del precampionato cestistico italiano. Un evento che quest’anno promette spettacolo non solo per il livello tecnico delle formazioni in campo, ma anche per una novità che segna un passo importante verso l’inclusione: l‘utilizzo del sistema di audiodescrizione Connect Me Too® da parte della Libertas Livorno nelle due partite che vedranno protagonista la squadra toscana.

Grazie all’innovativa applicazione, scaricabile sul proprio smartphone e di cuffie/auricolari, i tifosi ciechi, non vedenti e ipovedenti potranno fruire dell’audiodescrizione delle partite in tempo reale. La Libertas Livorno non è nuova a queste iniziative, già nello scorso campionato, infatti, ha utilizzato Connect Me Too® in tutte le partite in casa e in trasferta.

 “Libertas ha da sempre l’obiettivo di rendere inclusivo il basket a tutti i livelli”, ci tiene a sottolineare Fabrizio Pucci, responsabile comunicazione della società. Un progetto che unisce innovazione e tradizione: “Connect Me Too® ci può aiutare a riportare in auge la storia delle trasmissioni radiofoniche del basket livornese che erano assolutamente iconiche negli anni ’80-’90”.

L’audiodescrizione Connect Me Too è utilizzata ormai da anni in molteplici match di calcio della Serie A, oltre ad aver affiancato Libertas Livorno nelle partite in casa e fuori casa, e in occasione del Trofeo Lovari contribuirà a dimostrare come lo sport possa davvero abbracciare tutti. 

Il Trofeo Lovari, quindi, è evento che celebra non solo la tradizione cestistica lucchese, ma anche il futuro inclusivo dello sport.

Il Trofeo Lovari

Il memorial nasce nel 1960 per ricordare Carlo Lovari, giocatore lucchese di serie A scomparso prematuramente nel 1959. La prima edizione venne organizzata da Piero Puliti, Aldo Gambogi e Mauro Lovari, fratello di Carlo, e negli anni d’oro il campo da gioco veniva allestito nelle zone più suggestive del centro storico come il chiostro del duomo di San Martino, il Caffè delle Mura e la piazza dei Servi. Era un’epoca in cui, senza televisioni e social network, partecipare dal vivo era l’unico modo per vedere i campioni americani che arrivavano in città prima con le squadre del Camp Darby e poi con le squadre del massimo campionato. Dopo lo stop nel 1992 e una lunga pausa, nel 2015 gli Amici della Pallacanestro hanno riportato in vita questa manifestazione, trasformandola in un evento di richiamo nazionale.

Il programma della decima edizione prevede sabato 6 settembre alle 18.30 la prima semifinale tra Napoli e il Partizan Belgrado, mentre alle 21 inizierà la semifinale tra Libertas Livorno e Virtus Bologna. In panchina ci saranno allenatori leggendari come Zeljko Obradovic del Partizan, che con nove Euroleghe vinte detiene il record assoluto di successi continentali. Domenica 7 settembre si inizierà alle 10.30 con la visita nel reparto di pediatria dell’ospedale San Luca di Lucca, per poi concludere con le finali serali che assegneranno il prestigioso trofeo in marmo di Carrara.

Trofeo Lovari Lucca

Amici della Pallacanestro

Dietro al Trofeo Lovari c’è il lavoro dell’associazione Amici della Pallacanestro Lucca – Luca Del Bono onlus, nata nel 2013 dalla passione condivisa per la pallacanestro e dall’eredità di Luca Del Bono. Dal 2015 a oggi, grazie al Trofeo Lovari, l’associazione ha raccolto e distribuito oltre 50mila euro per sostenere le famiglie nell’iscrizione ai corsi di minibasket, promuovere il baskin e valorizzare i giovani talenti attraverso iniziative come il Contest Under 15. Un impegno concreto che ha contribuito anche al rinnovamento del parquet del Palatagliate e al recupero del campino di San Filippo, confermando come lo sport possa essere davvero motore di sviluppo sociale e inclusione.

Gianfranco Morelli Libertas Amici della pallacanestro

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